SEPA: AREA UNICA DEI PAGAMENTI IN EURO

Dopo aver conseguito nel 2002 l’unione monetaria, è ora giunto il momento di far si che i consumatori possano pagare con strumenti diversi dal contante in tutta l’area dell’euro, a partire da un singolo conto e alle stesse condizioni di base, indipendentemente dal luogo in cui risiedono.

LA SEPA – SINGLE EUROPEAN PAYEMENT AREA

La SEPA è l’area in cui tutti i cittadini saranno in grado di effettuare pagamenti in euro, all’interno dell’UE (definita come UE 27 più Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera), a partire da un singolo conto bancario o utilizzando un’unica carta di pagamento, con la stessa facilità e sicurezza su cui possono contare attualmente nel proprio contesto nazionale. Tutti i pagamenti saranno “domestici”, dunque l’attuale differenziazione tra pagamenti nazionali e cross-border non esisterà più. Per il cliente di un istituto bancario non farà alcuna differenza in quale luogo o presso quale banca dell’area SEPA sia detenuto il suo conto.
Secondo la Commissione europea la SEPA è la naturale conseguenza dell’introduzione dell’euro; essa contribuirà a migliorare il Mercato Unico ed a conseguire gli obiettivi dell’Accordo di Lisbona.

A livello europeo per la SEPA si prevede il lancio a breve dei primi progetti pilota. A partire dal 1° gennaio 2008 un gruppo di primi utilizzatori inizierà ad offrire strumenti di pagamento a valere sugli schemi SEPA alla clientela, utilizzando strumenti paneuropei e strumenti nazionali in parallelo. Entro il 2010 una massa critica di flussi di pagamento sarà migrata sugli schemi paneuropei e dal 1° gennaio 2011 la migrazione sarà effettiva.

Nelle intenzioni dell’Unione europea la SEPA porterà molti benefici ad imprese e cittadini:

  • Schemi e standard comuni in ambito SEPA per bonifici e incassi con conseguente riduzione dei costi e semplificazione dei processi
  • Possibilità di servirsi della stessa carta indifferentemente in tutta l’area SEPA
  • Possibilità di raggiungere tutti i conti bancari nell’area dell’euro con la stessa istruzione di pagamento sia per effettuare bonifici che incassi
  • Apertura dei mercati, aumento della scelta dei sistemi per processare i pagamenti
  • Miglioramento dei servizi e prezzi più competitivi
  • Maggiore sicurezza e velocità delle transazioni
  • Maggiore trasparenza delle commissioni
  • Pagamenti eseguiti uniformemente in qualsiasi nazione SEPA entro tempi massimi garantiti
  • Occasione di innovazione
  • Ammodernamento dei sistemi di pagamento

I PRINCIPI COSTITUTIVI DELLA SEPA

Per Schemi SEPA si intende l’insieme di norme e standard grazie ai quali è possibile realizzare l’intera operabilità a livello interbancario degli strumenti SEPA. Gli Schemi SEPA sono due:

  1. SEPA Direct Debit Rulebook (Incasso SEPA)
    Regole, prassi e standard interbancari relativi al servizio di incasso di base in euro nell’ambito della SEPA.
     
  2. SEPA Credit Transfer Rulebook (Bonifico o Pagamenti SEPA)
    Regole, prassi e standard interbancari relativi al servizio di bonifico di base in euro nell’ambito della SEPA.

L’Incasso SEPA è lo strumento di pagamento per disporre incassi in euro all’interno della SEPA sulla base di un accordo preliminare tra creditore e debitore che consente di addebitare in modo automatico il conto del debitore (mandato). Le sue caratteristiche principali sono:

  • Schema interbancario, impone solo requisiti minimi nei rapporti con la clientela debitrice/creditrice
  • Servizi aggiuntivi (AOS) ad integrazione dei servizi base proposti
  • Raggiungibilità: tutti i conti bancari dell’area SEPA che ammettono addebito diretto
  • Nessun limite di importo
  • Mandato concordato tra creditore e debitore
  • Unico flusso informativo/finanziario per mandato e transazione
  • Pagamenti singoli (one-off) e ricorrenti, con ciclo operativo diverso per la prima/unica transazione
  • Possibilità di opposizione fino a 6 settimane dopo l’addebito (in coerenza con PSD)
  • IBAN e BIC

Il Bonifico SEPA è lo strumento di pagamento per l’esecuzione di bonifici in euro tra clienti i cui conti sono situati all’interno della SEPA. Le sue caratteristiche principali sono:

  • Servizio base di bonifico in euro per i pagamenti non urgenti con tempo di esecuzione prefissato (D+3)
  • Servizi aggiuntivi (AOS) ad integrazione dei servizi base proposti
  • Solo in euro, anche per i flussi di ritorno
  • Nessun limite di importo
  • IBAN identificativo unico
  • Tariffazione SHA: l’importo originale di pagamento è sempre trasferito senza deduzioni sino al beneficiario
  • Informazioni sul pagamento
  • Piena raggiungibilità dei conti dei beneficiari nella SEPA

LA DIRETTIVA SUI SERVIZI DI PAGAMENTO

La base giuridica del Progetto SEPA è la Direttiva sui Servizi di Pagamento (Payment Services Directive – PSD) approvata dal Parlamento Europeo lo scorso 24 aprile. Il recepimento da parte degli Stati membri è previsto entro il 1° novembre 2009.
Ha molteplici obiettivi, primo fra tutti quello di sostenere la creazione di un mercato unico europeo dei servizi di pagamento retail definendo una corrispondente cornice giuridica unitaria. Essa mira inoltre ad aumentare la concorrenza tra gli operatori e tra i mercati nazionali dei pagamenti, a garantire parità di condizioni, ad accrescere la trasparenza sia per i prestatori che per gli utenti ed infine a standardizzare diritti ed obblighi per i prestatori e gli utenti dei servizi di pagamento.


L’ITALIA E IL PROCESSO DI MIGRAZIONE ALLA SEPA
Il Piano Nazionale di Migrazione è stato predisposto attraverso l’interazione degli stakeholders di riferimento e rappresenta il posizionamento dell’intero sistema italiano in termini di pianificazione delle tempistiche per lo start-up della migrazione in Italia. Il Piano Nazionale è stato elaborato nell’ottica del rispetto delle milestones SEPA. Secondo il Piano entro il 1° gennaio 2008 il sistema bancario italiano dovrà essere in grado di offrire alla propria clientela servizi e prodotti a valere sugli Schemi, sia in invio che in ricezione.

Si riportano di seguito i principali prodotti e servizi bancari attivi a livello nazionale, con l’indicazione della loro eventuale sussistenza in ambito SEPA e le relative motivazioni.

PAGAMENTI - CREDIT TRANSFER

  Migrazione alla SEPA Note
Bonifico
Ordinario
(BON)
SI Caratteristiche funzionali e di processo comparabili al SEPA Credit Transfer

Le banche coinvolte nelle analisi effettuate dall’ABI hanno previsto un periodo di duality tra l’attuale strumento (BON) e SEPA Credit Transfer “basic”

Bonifico
Importo
Rilevante (BIR)
NO In ragione delle caratteristiche di tale servizio e delle peculiarità dell’infrastruttura attraverso la quale è scambiato, al momento non ne è prevista la migrazione
Bonifico
Estero
(BOE)
NO Il servizio di bonifico Estero non sarà oggetto del processo di migrazione in quanto sarà utilizzato verso i Paesi non aderenti alla SEPA.

INCASSI – DIRECT DEBT

  Migrazione alla SEPA Note
RID SI Il SEPA Direct Debit si contraddistingue per regole di implementazione significativamente differenti rispetto ai servizi di incasso ad oggi in uso nello scenario italiano

Il servizio RID è quello ritenuto maggiormente avvicinabile allo strumento paneuropeo in termini di caratteristiche funzionali
 

Ri.Ba NO L’analisi del processo di migrazione del servizio Ri.Ba. è stata ad oggi affrontata in relazione agli impatti che su di esso potrà determinare la Payment Services Directive (PSD)

Al fine di effettuare un’analisi di dettaglio si è in attesa della documentazione ufficiale EPC che descriva il servizio di SEPA Direct Debit in logica B2B

MAV NO Non è stata presa in considerazione una sua migrazione in quanto non rientra tra i servizi di incasso di maggiore interesse per il mercato impresa e presenta caratteristiche fortemente discordanti rispetto ai requirements previsti dalle attuali versioni del Rulebook SEPA Direct Debit

Nel contesto dell’evoluzione alla SEPA è stata pianificata la dismissione dello standard nazionale “coordinate bancarie” e l’adozione dell’IBAN anche per i bonifici nazionali.

L'IBAN (International Bank Account Number) è la coordinata bancaria internazionale che consente di identificare, in maniera standard, il conto corrente del beneficiario permettendo all'ordinante o alla banca di quest'ultimo di verificarne la correttezza grazie ai due caratteri di controllo. La struttura dell'IBAN è basata sugli standard dettati dalla ECBS (European Committee for Banking Standards), mentre la sua lunghezza varia a seconda della nazione con un massimo di 34 caratteri alfanumerici; per l'Italia è fissata in 27 caratteri: IT, 2 caratteri numerici di controllo internazionali, 1 carattere alfabetico di controllo nazionale (CIN), 5 caratteri numerici per il codice ABI, 5 caratteri numerici per il CAB, 12 caratteri alfanumerici per il numero di conto.

L'utilizzo obbligatorio dell'IBAN, sempre associato al codice BIC della banca del beneficiario, è stato regolamentato sia dal Regolamento (CE) 2560/2001, che lo ha reso obbligatorio per tutti i bonifici effettuati nell'ambito dell'Unione Europea, in euro o in corone svedesi, fino al controvalore massimo di euro 50.000,00, sia da una risoluzione dell'EPC (European Payment Council) che ne ha sancito l'obbligatorietà per tutti i bonifici in euro, di qualsiasi importo, effettuati verso i Paesi dell'Unione Europea, dello Spazio Economico Europeo e la Svizzera.

A partire dal 1° gennaio 2008, in coincidenza con l’avvio dell’offerta da parte delle banche di prodotti e servizi a valere sugli schemi SEPA, per l’esecuzione delle transazioni nella tratta interbancaria, sarà dunque obbligatorio l’utilizzo dell’IBAN e del BIC (Bank Identifier Code).
Il BIC (Bank Identifier Code) è un codice (codice SWIFT) utilizzato nei pagamenti internazionale per identificare la Banca del beneficiario; è disponibile praticamente per quasi tutte le banche del mondo e può essere formato da 8 o da 11 caratteri alfanumerici.

Quindi dal 1° gennaio 2008 la vecchia coordinata bancaria nazionale non risulterà più utilizzabile a tale scopo ed il relativo standard (CIN, codice ABI, CAB, n. di conto) resterà valido unicamente per la determinazione del BBAN (Basic Bank Account Number) incorporato nel codice IBAN. L’IBAN sarà adottato come unico ed esclusivo standard per l’identificazione del conto corrente da utilizzare nell’esecuzione dei pagamenti nazionali (bonifici ed incassi), indipendentemente dall’importo di detti trasferimenti, in coerenza con quanto già stabilito a livello europeo per i pagamenti cross-border.

Per maggiori informazioni consultare la seguente guida in italiano pubblicata dalla Banca Centrale Europea

‘‘E chi di voi può, con tutto il suo ingegnarsi, aggiungere un solo cubito alla sua statura?’’ (Vangelo secondo Luca)

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